Lo scopo dell'ape

Come il sole e ciascun atomo di etere è una sfera circoscritta in sé e insieme soltanto un atomo di un tutto inaccessibile all’uomo per la sua immensità, così anche ogni persona porta in se stessa i suoi fini, eppure li porta in sé per servire a fini generali, inaccessibili all’uomo.
L' ape posata su un fiore ha punto il bambino. E il bambino ha paura dell’ape,dice che lo scopo è quello di ferire la gente. Il poeta ammira l’ape che s’immerge nel calice del fiore e dice che lo scopo dell’ape è quello di assorbire l’aroma dei fiori.
Un apicoltore, osservando che l’ape raccoglie il polline dei fiori e lo porta nell’alveare, dice che lo scopo dell’ape è quello di raccogliere il miele.
Un altro apicoltore, studiando più da vicino la vita dello sciame,dice che l’ape raccoglie il polline per nutrire le giovani api e far nascere la regina, che il suo scopo è quello di continuare la specie.
Il botanico osserva che, volando sui pistilli col polline di una pianta dioica, l’ape la feconda, e il botanico vede in ciò lo scopo dell’ape.
Un altro, osservando la trasmutazione delle piante, vede che l’ape contribuisce a questa trasmutazione, e questo nuovo osservatore può dire che in ciò consiste lo scopo dell’ape. Ma lo scopo finale dell’ape non è né questo né quello, né un terzo che possono essere scoperti dall’ingegno umano. Quanto più l’ingegno umano si eleva nella scoperta di questi scopi, tanto più é evidente per lui l’inaccessibilità dello scopo finale. L’uomo giunge solo ad osservare la concordanza della vita delle api con gli altri fenomeni della vita. E così è per gli scopi dei personaggi storici e dei popoli.

Tratto da Guerra e Pace, Lev Tolstòj, Einaudi editore, traduzione di Enrichetta Carafa d’Andria

Mosca era vuota

Mosca frattanto era vuota. C'era ancora gente, ci rimaneva ancora la cinquantesima parte degli abitanti di prima, ma era vuota. Era vuota come un'arnia che langue senza l'ape regina. Nell'arnia senza regina non c'è più vita, ma ad uno sguardo superficiale essa sembra viva come le altre.

 

Ai caldi raggi del sole di mezzogiorno le api turbinano intorno all'arnia senza regina altrettanto allegramente come intorno alle altre arnie vive; allo stesso modo se ne spande lontano l'odore di miele, allo stesso modo vi entrano e ne escono a volo le api. Ma basta guardarla attentamente per capire che in quell'arnia non c'è più vita.

 

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