Il nostro miele millefiori

MieleCosa mangiano le nostre api? Le bottinatrici volano sulle diverse specie di trifoglio presenti in queste zone, sui fiori di prugno selvatico, sui rovi di more e orchidee selvatiche, sui cardi e la vitalba.
E poi sulla lavanda, il rosmarino, l’erica e la salvia e i fiorellini di campo. Non mancano poi gli alberi di castagno, le rose selvatiche, il lauro e il timo e le melate varie ad attrarre le bottinatrici.
Favo con api

Il risultato è un miele millefiori che può cambiare di colore e profumo, sapore e aroma a seconda del nettare
o melata prevalente. Appena estratto è un miele liquido e rimane in questo stato per alcuni mesi, abitualmente cristallizza poi in maniera morbida e compatta.

Come da protocollo HACCP sono state effettuate delle analisi in un campione di miele ed è risultato negativo sia rispetto alla presenza di batteri o microrganismi infettivi così come non è stata trovata traccia di antibiotici, così come previsto dalla legge in vigore.